Storia di un omicidio organizzato dalle istituzioni con il supporto del gregge: diario di un potenziale morto infettato dal coronavirus.

Dai diari segreti di Mauro Carpa, Domenica 15 marzo, giorno due

La giornata di ieri mi è servita solo per riuscire a somatizzare https://umbriawaydeveloper.wordpress.com/2020/03/15/storia-di-un-omicidio-organizzato-dalle-istituzioni-con-il-supporto-del-gregge-diario-di-un-potenziale-morto-infettato-dal-coronavirus/ ma non ho ancora smaltito anche se mi sono reso conto che ci sono un sacco di eroi che operano sul campo senza strumenti adeguati costretti a lavorare per mandare avanti delle attività inderogabili che sono pericolosamente in bilico per la trasmissione del contagio. Per quello che ne so potrei essere un uomo morto che cammina e come già anticipato dai media è arrivo per me la famosa onda per la verifica della presunta contaminazione, il fatidico quinto giorno che aprirà il rotolare dei dadi al sorteggio con la falciatrice, nel frattempo psicologicamente sono in completa deriva, tanto che a forza di leggere notizie drammatiche e devastanti ho deciso che se voglio affrontare sereno l’arrivo dell’ onda della verifica dal quinto giorno in poi per due settimane, farò bene a nutrirmi di energia positiva e non di qualcosa che mi sotterra con largo anticipo come assistere a telegiornali, statistiche, bollettini di guerra e notizie tutte da verificare sui social intrise di terrorismo. Potrei mettere in piedi l’hastag #fai la cosa giusta almeno muori senza rimproverarti di non essere stato serio nei precedenti quindici giorni, hai fatto tutto quello che era in tuo potere per combattere e non arrenderti passivamente. Forse per farmi ritornare l’ottimismo al contrario dovrei leggere Cioran che non conosco ma che so essere portatore di tematiche non certo primaverili. Ma questa tossina radioattiva che chiamano virus è veramente nata da un centro biologico come arma di distruzione di massa o è solo l’ennesima leggenda metropolitana? Se fosse vero una cosa del genere bisognerebbe andare a cercare questi farabutti che stanno commettendo un crimine contro l’umanità. Semplicemente adesso non sono pronto, avevo ancora in testa diverse idee per rilanciare una serie di attività in vista di una guerra che non si perde quando si viene sconfitti in una singola battaglia, a volte puoi pescare anche l’ultima carta e scoprire che era quella giusta nel mazzo, ma adesso non avrò modo di verificare alcunchè. Mi tocca prepararmi, legarmi su una sedia con corde robuste, cercare di essere positivo e aspettare di essere travolto da questa ondata di pazzia, visto che il periodo di incubazione di questa sciagura abbraccia mediamente i cinque-quindici giorni. Eppure già ce lo dicevano in vecchi film comici: ricordati che devi morire. Infatti me lo sto segnando, anche segretamente una vocina interiore cerca di fare malcocchi e riti vudù per scongiurare un pericolo che pure esiste al grido “perchè dovrebbe succedere proprio a me?”. Karma, destino? Forze di potere inattaccabili che decidono a loro piacimento le nostri sorti di consumatori plasmabili addetti a produttività e profitto? Certo è che oggi il mio intestino sta demmerda tanto per usare un eufemismo popolare, è attorcigliato con le sue ataviche paure come un nastro di Moebius. E poi c’è questo freddo che non molla la presa e ci artiglia minacciando polmoniti a prescindere anche senza coronavirus che tante domande genera nella nostra fragile concezione di esseri umani. Siamo in balia di un vento beffardo che decide tutto di noi, come quando e perchè, incurante del verdetto finale che noi vorremmo essere positivo. Siamo travolti da asteroidi che ci impattano contro, in questa pazzia del videogioco che chiamano vita. La natura si prepara per il rullo dei tamburi. E’ in arrivo la tempesta, prepariamoci.