Ma andovai se la punteggiatura non la sai?

Lo si sa quando ci si prefigge l’obiettivo di diventare il massimo esponente mondiale della letteratura condominiale devi imparare a usare bene la punteggiatura. Analizziamo un pezzo tratto da il Gattopardo di Tommasi di Lampedusa:

“Ma, don Calogero,” proseguiva il Principe masticando le ultime cartilagini del rospo “se è inutile parlarvi dell’antichità di casa Falconeri, è anche, disgraziatamente, inutile, perché lo sapete di già, dirvi che le attuali condizioni economiche di mio nipote non sono eguali alla grandezza del suo nome; il padre di Tancredi, mio cognato Ferdinando, non era quel che si chiama un padre preveggente; le sue magnificenze di gran signore, aiutate dalla leggerezza dei suoi amministratori, hanno gravemente scosso il patrimonio del mio caro nipote e pupillo;

Ma caro scrittore condominiale che hai delle velleità, una roba così cosa sarebbe senza punteggiatura? Il tutto sarebbe una accozzaglia di parole sensa senso? I punti e virgola invece danno un senso logico al discorso e così tutto il resto. Per visualizzare correttamente un testo con delle pause e dei respiri che funzionano serve quindi una punteggiatura che funziona. Per verificarlo leggere il testo presente per esempio all’ indirizzo: http://www.belpaese2000.narod.ru/Teca/Nove/Lamped/gtp3.htm. Ma i protagonisti di questi ritmi e di questi respiri nella proposizione chi sono? Il punto, il punto e virgola, i due punti, i puntini di sospensione, il punto esclamativo, il punto interrogativo. E il punto che fa?! Serve a dvidere in modo netto le frasi, perciò si usa alla fine di un periodo che può essere semplice o complesso. Ha anche una funzione cosiddetta dichiarativa o affermativa, in quanto non lascia spazio a domande o dubbi, come per esempio il punto interrogativo, e nemmeno a ulteriori spiegazioni come i due punti. La virgola serve per dividere i periodi in modo marcato, per separare più aggettivi, per inserire frasi secondarie all’ interno della principale. Non solo, spesso la virgola può essere usata per sotituire le congiunzioni. Il punto e virgola divide i periodi con una pausa intermedia fra il punto e la virgola, si usa normalmente per separare due periodi relativamente lunghi. I due punti si usano per introdurre il discorso diretto preceduto dalle virgolette e per introdurre una spiegazione: hanno quindi una funzione esplicativa. I puntini di sospensione si impiegano per indicare incertezza o per sospendere il discorso lasciando al lettore la libertà di interpretare ciò che segue.Il punto esclamativo si usa per indicare una esclamazione, per attirare l’attenzione del lettore su un punto, per dare un ordine o per riferire un fatto gioioso: non deve essere utilizzato in modo esagerato all’ interno di un testo. Il punto interrogativo indica sempre una domanda vera o propria o retorica. Nella maggior parte dei casi viene posta al termine di una frase, per cui il periodo successivo deve iniziare con la lettera maiuscola. A questo punto sorge spontanea unaq domanda, come usare il simbolo giusto al momento giusto? Ad esempio nell’ hard boiled americano viene quasi spontaneo ricorrere a periodi brevi scanditi da numerosi punti fermi, in questo modo il lettore, costretto ai nterrompersi bruscamente di continuo, si troverà inevitabilmente coinvolto in un clima concitato di suspence. I passaggi più romantici di un romanzo rosa dovranno invece infondere nel lettore un sentimento appassionato ma nello stesso tempo sereno: saranno adatti periodi relativamente lunghi, descrittivi, ricchi di particolari. In questo modo il lettore si sentirà immerso nel mondo dei personaggi e parte4ciperà con le loro reazioni emotive. Per una relazione tecnica userò una prassi tipo articolo di cronaca, con scrittura lineare quasi asettica. La punteggiatura di conseguenza seguirà un ritmo molto più cadenzato e ordinato. Analizziamp ora uno spezzone tratto dal Cinghialetto di Deledda:

Appena aperti gli occhi alla luce del giorno, il cinghialetto vide i tre più bei colori del mondo: il verde, il bianco, il rosso, sullo sfondo azzurro del cielo, del mare e dei monti lontani.

In mezzo al verde delle querce le cime dei monti vicini apparivano candide come nuvole alla luna, ma già intorno al nido del cinghialetto rosseggiava il musco fiorito, e i macigni, le chine, gli anfratti rocciosi ne eran coperti come se tutti i pastori e i banditi passati lassù avessero lasciato stesi i loro giubboni di scarlatto e anche qualche traccia del loro sangue. Come non essere arditi e prepotenti in un simile luogo? Appena la giovane cinghialessa ebbe finito di lisciare e leccare i suoi sette piccini attaccati alle sue mammelle dure come ghiande, l’ultimo nato di essi, il nostro ardito cinghialetto, sazio e beato si slanciò dunque nel mondo, cioè al di là del cerchio d’ombra della quercia sotto cui era nato. La madre lo richiamò con un grugnito straziante; ma la bestiuola tornò indietro solo quando vide, sul terreno soleggiato, la figura di un altro cinghialetto col suo bravo codino in su, attorcigliato come un anello: la sua ombra.

Usando con estrema maestria sia parole che punteggiatura, l’autrice senza esagerazioni e in modo semplice ci mostra le meraviglie di una creatura che si affaccia al mondo. Le frasi di ampio respiro sembrano quasi farci odorare il profumo del muschio e farci ammirare le montagne con gli occhi stessi del cinghialetto. La punteggiatura, come lo sctile di scrittura, pur richiedendo una approfondita conoscenza della lingua lascia molto spazio al singolo scrittore. Ognuno con il suo stile sceglie istintivamente il proprio modo di spezzare le frasi, di ordinare le idee e in genere di raccontare…una persona prolissa difficilmente riuscirà a creare un testo conciso mentre un giornalista abituato a fare cronaca non avrà difficoltà a sintetizzare un racconto rendendolo essenziale. Il modo migliore per capire se un testo infarcito di segni di interpunzione funziona o meno è quello di rileggerlo ad alta voce seguento i ritmi della punteggiatura: se funziona allora è tutto ok!

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