Victor Hugo e il gusto per l’eccesso

umbriaway consultingDifettoso, improbabile, esagerato, ribelle, onnipervasivo: trattasi di Victor Hugo, il famoso autore francese dell’ ottocento autore dei miserabili. Parliamo di iperboli stilistiche e di sparate degne dei miglior fuochi d’artificio, un commerciale popolare per eccellenza nella letteratura rivolta al popolo, con particolare attenzione a intenerire e commuovere a stupire e meravigliare e con la psicosi da parte dell’ autore nell’ identificarsi in Dio come dichiara Umberto Eco in un celebre commento, una presenza superiore che vigila e racconta, che muove le trame tra ordine e kaos. Nel neoclassicismo l’estetica del bello aveva dei canoni ma nell’ ottocento Hugo rivolta la logica tradizionale e si innalza al brutto, al grottesco al deforme. Ecco che la natura del popolo aprire le porte all’ arte. La vertigine del racconto in Hugo nasce nel 1802 a Besancon e il treno finisce la sua corsa il 22 maggio del 1985 a Parigi che in quegli anni ospita i famosi tumulti napoleonici. E’ un secolo particolare quello che Hugo attraversa, ci sono nomi altisonanti del calibro di Napoleone e Bethoven. Nel 1830 Delacroix dipinge il celebre dipinto la libertà che guida il popolo. Nel 1848 si verifica in Italia la prima guerra di indipendenza. Dopo essere stato mandato in esilio per le sue idee poco consone al regime nel 1870 rientra a Parigi da trionfatore soprattutto perché nel 1862 vede la luce il libro cult i Miserabili che propone tutta una serie di interrogativi sulla giustizia morale. Hugo prima di forgiare questa opera ottiene intornoi agli anni cinquanta prestigiosi riconoscimenti come autore teatrale che risentono della corrente romantica tipica del romanticismo STURM und Drang. Questo movimento che si contrappone al neoclassicismo del secolo precedente parla di sentimenti, idealismo e sogni e di tutto ciò che si contrappone alla fredda razionalità legata a numeri freddi. L’ebrezza dei sensi e l’allucinazione fanno capolino in questo secolo che riflette anche i tumulti sanguinari e irrazionali del popolo. Aspirazioni democratiche e patriottiche prendono il sopravvento leggendo la cronologia e tutti i limiti iniziati a Parigi nel 1789 vennero al pettine: la felicità promessa attraverso un mondo pulito e ordinato venne a cadere come modello politico. Liberare il mondo interiore e le passioni dell’ individuo diventa un dovere morale e la poetica espressa dagli autori alla Hugo é quella di una umanità proiettata verso grandi aspirazionbi e ideali di benessere salvifico. Le masse in questo contesto iniziano a fare capolino nei romanzi storici. Nel 1814 l’autore scozzese Scott pubblica Waverley considerato universalmente il primo romanzo storico ufficiale. Umili, diseredati, vinti e sconfitti iniziano ad essere anche gli elementi fortunati dei romanzi storici successivi tipo i misteri di Parigi del 1842 di Eugene Sue comparso in appendice su una testata giornalistica. 00501366_bGettare luce sulle condizioni miserevoli del proletariato fu aspramente criticato da alcuni che sostenevano la tesi di uno sfruttamento manipolatorio da parte dell’ autore socialista etichettato come Dandy elitario. Fatto fu che da allora il romanzo storico popolare ebbe una crescente diffusione e assicurava il successo nei lettori bisognosi di vedere riflessi i contenuti del proprio tempo. Intellettuali dell’ epoca definirono il libro più famoso di Hugo pericolosissimo, volgare, caritatevole e immondo da Balzac. Ma il pubblico fece fuori 4000 copie del libro soltanto il primo giorno in cui il romanzo vide la sua comparsa, il morbo di era ormai propagato. Un genere pericolosissimo visto che quei contenuti nella seconda metà dell’ ottocento vennero addirittura tassati ogni qual volta venivano democraticamente e liberamente pubblicati sulle riviste locali dalla politica di Napoleone III. I popoli oppressi dalla dominazione straniera vivono sognando i fatidici momenti del riscatto e della riappropiazione. Il gota culturale ha un bacino di artisti che attingendo a questa fertilità di risorse storiche crea un’ onda salottiera composta da nomi altisonanti: Dumas, Balzac, Lamartine, Flaubert, Maupassant. Le pagine di Hugo sono completamente out of head: celebre il pezzo in cui un marinaio dovendo compiere una missione dal suo capitano in un frangente di cinque minuti si sente somministrate una miriade complessa di azioni da compiere in cui l’autore manifesta l’intenzione di mostrare tutto il sottobosco di rivoluzionari in fermento sottoforma di lista con una successione di azioni in cui compaiono i personaggi più stravaganti dalle zone più nascoste della terra. Come per il romanticismo l’ansia per l’assoluto prende il posto per l’interesse nella storia, per i viaggi coloniali verso terre lontane ed esotiche alla ricerca di una umanità ingenua e primordiale e soprattutto per l’inconscio.

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